Cinema & Co

Thelma e Louise

Sparatorie, rapine, inseguimenti mozzafiato, ribellione e vendetta. Tutti gli ingredienti per il più classico dei gangster movies, o per un regolamento di conti con la colt in pugno stile vecchio west. Questa è invece la storia di due donne comuni, che trovano la forza di ribellarsi al peso di una società maschilista che ha schiacciato le loro vite. Ridley Scott (Blade Runner, Hannibal, Il Gladiatore) dirige un cast d’eccezione e porta sul grande schermo una pellicola di denuncia sociale e dalle posizioni femministe, girando un road movie fuori dagli schemi.

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Thelma (Geena Davis) è una casalinga annoiata, insoddisfatta del matrimonio e di un marito sessista che non la ama. Louise (Susan Sarandon) lavora come cameriera in un fast food, ha un’insoddisfacente relazione sentimentale con Jimmy (Michael Madsen) ed un burrascoso passato. Decidono di partire insieme, a bordo di una Thunderbird decappottabile del ’66, per un weekend in montagna di svago e trasgressione, lontano dalle rispettive realtà. Ma tutto cambia quando, fermatesi in una taverna, Thelma viene assalita da un potenziale stupratore che Louise ferma a colpi di pistola. Non confidando nella legge e nella possibilità di far valere la legittima difesa, le due donne decidono di fuggire in Messico. Comincia così, tra avvenenti autostoppisti (Brad Pitt), agenti di polizia e volgari camionisti, una rocambolesca fuga attraverso  gli stati dell’Arkansas, Oklahoma e New Messico verso la libertà. E verso una nuova consapevolezza di sè stesse.

Stupendo il duetto tra Davis e Sarandon, che con le loro interpretazioni sia opposte che complementari, tanto è fragile e arrendevole una, tanto è forte e determinata l’altra, tratteggiano la rassegnazione della donna, ma dell’essere umano in generale, di fronte alla dittatura della società.

E mentre durante il viaggio le due protagoniste, finalmente libere di esprimersi, acquisiscono coscienza di sè, lo spettatore si trova coinvolto nel loro desiderio di libertà e di sviluppare una sempre maggior empatia con questi moderni Butch Cassidy e Sundance Kid. Un vero e proprio salto attraverso la rottura degli schemi e delle convenzioni sociali, con gli indimenticabili paesaggi del territorio americano come sfondo e con l’acceleratore sempre premuto a tavoletta sulla via dell’emancipazione. Accompagnati dalla certezza che qualsiasi cosa accada sarà comunque meglio dell’alternativa. Commovente e indimenticabile.

 

Simone Fantoni

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