Curiosità

Chiese da riscoprire: San Pier Gattolino

GattolinoContinua il viaggio nelle chiese meno note di Firenze: dopo quella di Santa Monica, il nostro storico Lorenzo Sieni ci accompagna alla scoperta di San Pier Gattolino, altro piccolo gioiello dell'Oltrarno, parrocchia natale di San Filippo Neri. Al suo interno, è seppellito il pittore Giovanni da San Giovanni, che viveva poco lontano, in via Romana.

 

 

San Pier Gattolino viene menzionata per la prima volta nel 1050 con il nome di San Pietro Gattuario, derivante forse da una storpiatura del gergo popolare. L'edificio è noto anche come chiesa di Serumido, da Ser Umido Grazzini. L'appellativo "Gattolino" potrebbe avere origine o dal nome del fondatore, un ipotetico Pietro Gattuario, traghettatore sull'Arno, o dal "gattice", un tipo di albero, il pioppo bianco, che si pensa dovesse essere diffuso in questa zona della città.

Durante l'assedio di Firenze (1529-1530), l'edificio ospitò i chierici di San Salvatore, detti gli "Scopetini", il cui convento fuori città era stato distrutto. Nel 1545, San Pier Gattolino venne poi demolita su ordine di Cosimo I, per far spazio ai bastioni interni delle mura, in previsione della guerra contro Siena. Terminato il conflitto, la chiesa venne ricostruita tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. L'edificio fu successivamente soggetto a vari interventi di restauro: nel Settecento, all'inizio dell'Ottocento, nel 1908, nel 1926 e nel 1952.

In ambito architettonico, la facciata è "a capanna", con un unico ingresso e tre finestre nella parte superiore. Il portale presenta un timpano spezzato, entro il quale si trova collocato un busto di San Pietro. L'interno ha una navata unica, a pianta rettangolare, con un coro coperto da volta a botte, con cornici in pietra, lesene e capitelli corinzi risalenti al XVIII secolo. 

Nel controsoffitto è affrescata la Gloria di San Pietro di Domenico del Podestà (1809), con quadrature di Domenico Castagnoli. All'altare maggiore, è collocata la tavola con la Madonna in trono col Bambino e santi, capolavoro del cosiddetto Maestro di Serumido, autore ignoto del XVI secolo. 

Nella parete destra vi è posizionata un'Annunciazione di Giovanni Bilivert e l'ingresso dell'Oratorio del Sacramento. In quella di sinistra, si trovano alcuni altari con il Transito di San Giuseppe di Antonio Soderini (1722), un Crocifisso ligneo del XV secolo e un olio su tela del XX secolo con il Sacro Cuore.

Nell'adiacente oratorio del Santissimo Sacramento (dotato di una propria facciata, accanto a quella della chiesa) si trova un ciclo di affreschi eseguiti a cavallo tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Sull'altare è presente un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino di Alessandro Fei, detto il Barbiere (1568).

 

Lorenzo Sieni

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C.M.S. NeoComete