Ecologia

Autunno nel riccio: la castagna

castagnaPungente e di tonalità chiare fuori, ma liscio e scuro dentro. Guscio spinoso, cuore generoso. Sì, parliamo proprio della castagna, il frutto del castagno che trova la sua perfetta ambientazione nelle colline o addirittura nelle montagne con vette pari a 800 metri. Conosciuto perfino dagli antichi Etruschi, dai Romani fino al Medioevo, oggi questo frutto autunnale riempie le nostre tavole come semplice spuntino o come importante ingrediente sostitutivo nelle torte dolci e salate. 

E' tempo quindi di castagne e allora percorriamo insieme la storia di questo frutto multifunzionale che sprigiona forza e vitalità. L'albero di castagno proviene dall'Asia minore e ben presto viene esportato e conosciuto dai greci e dai romani. Ritenuto di fondamentale importanza nei periodi di magra, il castagno fornisce un valore nutrizionale a tutti quei contadini che ancora non conoscevano le patate e lo ritenevano il "pane vegetale". 

La castagna infatti è un alimento ricchissimo di carboidrati complessi, di proteine e di grassi, ben molto più energetico del pane. Secondo ricerche sempre più dettagliate, il frutto nutre le cellule e stimola l'organismo a reagire allo stress, alla debolezza e alla stanchezza. Il suo uso però non è solamente connesso all'alimentazione, ma anche alla fitoterapia o alla cosmesi. Le castagne appena raccolte arrivano a pesare fino a 20 grammi ciascuna e possono differenziarsi a seconda della grandezza, del colore, della durezza della buccia, ecc. Quella più conosciuta è denominata marrone e si riconosce per il sapore dolciastro, per la forma tondeggiante e le dimensioni molto grandi rispetto alle castagne che si prelevano dal riccio. 

castagne a terraGli amanti di questo frutto lo utilizzano in cucina per zuppe di stagione, come accompagnamento ai due pasti principali, come passato di verdure ed infine come dolce (tra i più conosciuti il Castagnaccio e il Monte Bianco). C'è chi invece preferisce utilizzarle come semplice spuntino mangiandole fresche - anche se possono creare acidità di stomaco - oppure arrostite, ma pur sempre presenti accanto a noi per ricordarci l'arrivo dell'autunno e dei colori caldi.

 

Se vi piace questo frutto, lo potrete gustare in più zone della Toscana, a partire da Firenzuola fino al Mugello, senza tralasciare tutte quelle sagre che ne esaltano le proprietà e tutti i possibili utilizzi nella vita quotidiana. Se siete ancora qui davanti allo schermo, state commettendo un errore. Alzatevi e gustatevi il frutto dell'autunno. 

 

Imelda Zeqiri

Condividi


Facebook Twitter

C.M.S. NeoComete