Eventi - Arte

I fagotti: arte e vita di Cristina Pavia

Il 29 novembre, alla Fondazione il Fiore di Firenze (via di San Vito, n° 7), vernissage di un'esposizione di dipinti dell'artista colombiana Cristina Pavia, con illustrazione alla sua presenza del volume "Sono nata nel 1941..." (2013). Ingresso libero.

La mostra sarà visitabile fino al 6 dicembre 2013. Dopo una prima tappa nella capitale, arrivano a Firenze l'esposizione della serie di dipinti "Fagotti" e l'ultimo libro autobiografico dell'artista colombiana Cristina Pavia, "Sono nata nel 1941..." (Laris Editrice - 2013), in cui si alternano riproduzioni delle sue opere – disegni, dipinti e sculture - e brani scritti sulla sua vita, sui suoi studi e viaggi, sulle sue sensazioni e pensieri.

L'inaugurazione della mostra, con contemporanea presentazione del recente volume - o meglio dei due volumi, visto che il testo è stato pubblicato in doppia edizione: una in spagnolo e una in italiano – avverrà venerdì 29 novembre, alle ore 17, nella sede della Fondazione il Fiore di Firenze, alle pendici di Bellosguardo con ingresso libero. Oltre all'artista di Bogotà, che dopo varie peregrinazioni fra l'America Latina e l'Europa si è trasferita in Toscana nella campagna senese, interverrà Martha Canfield, ordinario di Lingua e letterature ispano-americane all’Università degli Studi di Firenze e presidente del Centro Studi Jorge Eielson sulla letteratura e l’arte italo-latinoamericane. L’evento è a cura della presidente della Fondazione il Fiore, Maria Giuseppina Caramella.

Il titolo della serie di opere in mostra – che sarà visitabile fino al 6 dicembre dal lunedì al venerdì: ore 9-13 / 15,30-17,30 - "nasce da un sogno", come spiega Cristina Pavia: "era l'anno 1993 e io ero a Poggio del Fuoco per il mio primo Seminario sul tema della Morte. La notte feci un sogno che rimase vivido nella mia memoria. Parlava di un viaggio e del mio bagaglio. Il passaggio alla pittura e la sua interpretazione sono avvenute nel tempo grazie a intuizioni e associazioni analogiche. Già nel sogno il mio bagaglio iniziale si era trasformato in fagotto, nella forma rotonda del vero fagotto del viandante. Man mano che vado avanti approfondendo il tema, dipingendo, disegnando, creando veri fagotti con vecchi tessuti e corde si produce una sorta di trascrizione: "il fagotto" come contenitore di luce, "il fagotto" come il proprio corpo, "il fagotto" come bagaglio di vita e di morte, "il fagotto" come possibilità di amare, "il fagotto" come involucro di conoscenza, "il fagotto" come fardello funerario, "il fagotto" come gruppo di attributi o personalità... La forma circolare si conferma un elemento fondamentale nel mio lavoro"

Nel libro, che in spagnolo si intitola "Nací en 1941...", si assiste, come nei vasi comunicanti, al continuo fluire di significato della vita che si tramuta in pittura e viceversa. "Le mie forme in pittura – dice Cristina Pavia – sono dei contenitori, degli uteri, degli alvi, dei grembi che piano piano si sono svuotati del loro significato emotivo, irrazionale e impulsivo. Nel tempo, con lo strumento del lavoro e della vita stessa, questi contenuti si stanno trasformando continuamente in sviluppo della mente, in consapevolezza e spero, un giorno, in saggezza. E’ proprio questo il processo che m’interessa e sul quale baso la mia ricerca: avvicinare la materia allo spirito per poi trasformarli. Il tempo è circolare e il movimento è verticale".

Per ulteriori informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel: 055 224774

 

Redazione Buongiorno Firenze

 

Condividi


Facebook Twitter

C.M.S. NeoComete