Letteratura

A piedi nudi sulla terra

a piedi nudi sulla terra di folco terzani"Se sei in rinuncia, rinuncia a tutti i valori sociali, metti tutto sullo stesso piano: l'oro, i diamanti, una pietra, un cavallo, una foglia, tutto fa parte della composizione del pianeta, no? Di cui siamo parte anche noi. Siamo tutti granelli che compongono il pianeta. Non è una teoria, è proprio così. Dobbiamo avere coscienza di quello che realmente siamo. Appena non dai dei valori sociali alle cose, realizzi che tutto è la creazione del creatore".

Estate, sole, ombrellone, relax e un libro in mano, quello da leggere per passare il tempo tra un raggio di sole, la pelle che si abbronza e l'acqua per rinfrescarsi. "A piedi nudi sulla terra" di Folco Terzani, figlio d'arte, che cattura la mia attenzione non tanto per il libro in sé, ma per metterlo a confronto con il padre, Tiziano. Ed ecco che inizia la mia avventura tra una pagina e l'altra, un segno di disappunto e un momento di riflessione mentre il sole sprigiona la sua forza e potenza sulle pareti rocciose di una spiaggia sperduta dove mi sono rifugiata per riflettere, per capire. E' un caso che mi sia capitato questo libro tra le mani? No, ci siamo cercati a vicenda, io dovevo divorarlo e lui era lì, pronto a farsi consumare.

Terzani mi accompagna, senza troppa fretta, verso un viaggio dove l'inquietudine e la ricerca sono l'humus della storia. Imparo a conoscere il protagonista della narrazione, il sahdu Baba Cesare, uomo occidentale votato alla ricerca della spiritualità e della verità nelle terre dell'India e del mondo orientale. Il suo percorso ascetico, di rinuncia e trasversalmente di ricerca, è il più grande senso che si possa dare alla vita di un uomo che ha abbandonato la vita mondana, la moglie, i figli e le amanti per trovare l'unione con Dio. 

sadhu in donazione a dio

Baba Cesare è il prodotto beat, freak e psichedelico occidentale, è il risultato che la società ha deciso di affibigliarli ed è per questo che si allontana, che decide di riscoprire la natura delle cose, la semplicità e la grandezza della vita umana. "Ho riscoperto la bellezza degli elementi - l'acqua, la terra, il fuoco, l'aria. Mi sono sentito felice camminando sulla terra, facendo il bagno nei fiumi freddi dell'Himalaya, stando accucciato alle fiamme di un fuoco, respirando spazio".

Il Baba fotografa il mondo dagli anni Settanta ad oggi, ci pone dinnanzi alle due faccie della medaglie, il mondo corrotto e superficiale occidentale da una parte e la purezza e sensibilità della vita dei sadhu dall'altra. Il romanzo, che mi ha rapita e affascinata, mi ha illuminato il viso e svelato una possibile via, un altro modo di sentire la terra, a piedi nudi. 

 

Imelda Zeqiri

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