Letteratura

Il silenzio e l'ascolto

In un mondo dove tecnologia e rumore predominano sul tempo, sul silenzio e sull'ascolto, ci sentiamo smarriti e stritolati dalla macchina consumeristica sempre più intrisa di superficialità, vacuità, leggerezza. Il tempo non è mai sufficiente poiché preferiamo nasconderci dietro ad uno smartphone piuttosto che rimanere affascinati da un libro, da un'opera d'arte, dal nostro io. Sabato pomeriggio mi sono fermata un'ora e ho scelto di leggere "Il silenzio e l'ascolto" di Franco Battiato, una raccolta di conversazioni su tematiche care al cantautore.

Si tratta di una lettura veloce, una selezione di quattro percorsi di vita apparentemente diversi, ma inconfondibili per la loro sete di verità, di sapienza, di apertura all'apparentemente diverso, a quello che quotidianamente incontriamo e che non è nient'altro che il nostro io sotto altre vesti, altre forme, altri colori. La conversazione tra Battiato e gli interlocutori verte su tematiche quali il misticismo, il sublime, la vita dopo la morte, l'inconfondibile bellezza e importanza dell'arte nella vita delle persone. 

Il libro segue una linearità partendo dalla visione alchemica del mondo di Alejandro Jodorowsky e Raimon Panikkar, all'intellettualismo di Gabriele Mandel ed infine ai Veda di Claudio Rocchi. Il principio che accomuna i quattro eletti è la ricerca di uno spazio interiore all'interno del quale scoprire i gioielli cosmici e le scintille di divinità che solo attraverso il silenzio e la meditazione possono emergere ed illuminare la nostra vita. 

 

Imelda Zeqiri

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