Letteratura

Lettere da Sodoma

Lettere da Sodoma, Dario BellezzaMercatino dell'usato a Firenze, zona Porta Romana ed io curiosa tra una bancarella e l'altra a rovistare tra oggetti antichi e nuovi, tra un dolcino e un salato, tra un libro per bambini e un romanzo impegnativo. Poi, all'improvviso, vengo catturata da un testo un po' rovinato, buttato lì nel mucchio, tra i tanti libri che nessuno pensa mai di acquistare. Dario Bellezza, un grande poeta dei nostri tempi, mi propone, senza vie d'uscita, il suo romanzo epistolare "Lettere da Sodoma" uno specchio riflesso dell'omosessualità dello scrittore il quale confessa sadicamente il proprio amore insoluto verso ragazzi mediocremente attraenti e scandalosamente prostituiti alla società capitalista.

Il romanzo, a volte apocalittico e spesso delirante nei contenuti, riesce a trascinare il lettore in una disperazione amorosa a volte patetica, altre invece compassionevole nei confronti del protagonista, Marco (Dario Bellezza), un poetucolo omosessuale dannatamente innamorato di Luciano, il fidanzato, che lo tradisce continuamente per quattro soldi, ma che torna e scompare dalla vita del giovane uomo lasciandolo tragicamente disperato al suo atroce destino di uomo maledetto. Il romanzo, infatti, si conclude con una definizione atroce dell'amore che opprime "la tragicità fanatica del quotidiano".

Marco, nella sua apatica vita di intellettuale, trascorre il tempo a raccontare le proprie pene amorose ad un fantomatico Mario il quale non risponde mai a queste deliranti lettere piene di sofferenza del protagonista. La storia è di per sé molto fragile, senza intrecci, né tantomeno colpi di scena, così come gran parte dei romanzi di Bellezza all'interno dei quali ruotano personaggi facilmente etichettabili e definibili all'interno della società moderna. Il libro mi lascia un po' di amaro in bocca, quella tristezza d’animo della mancata redenzione degli abitanti di Sodoma. 

 

Imelda Zeqiri

Condividi


Facebook Twitter

C.M.S. NeoComete